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il lascito della regina Margherita
Ritratto ufficiale della regina d'Italia, Margherita di Savoia
Nel dicembre 1926, per volontà di Margherita di Savoia, l'Accademia ebbe in eredità la sua collezione privata, costituita di venticinque strumenti di liuteria, prevalentemente a pizzico - i suoi favoriti - fra i quali spiccano un gruppo di mandolini di grande pregio e alcuni strumenti asiatici, probabili omaggi da parte di visitatori stranieri.

Il dono all'Accademia di Santa Cecilia assume il valore di un riconoscimento ufficiale del ruolo del museo, conferendogli prestigio, ma soprattutto rispecchia il forte legame che la regina ebbe con l'istituzione, di cui seguì costantemente l'attività, spesso patrocinandola.

Tra i diversi intrattenimenti ai quali ella assistette vi furono senza dubbio il "concerto storico" del maggio 1889 e la conferenza-concerto sulla "melodia popolare del Cinquecento" organizzata pochi giorni prima dall'Accademia di Santa Cecilia con l'Accademia Filarmonica. Fu questa l'occasione in cui Carducci le dedicò i versi de Il liuto e la lira che la ritrae nell'atto di suonare: il fulgido - sguardo al liuto reca e su 'l memore - ministro d'eroici lai - la mano e l'inclita fronte piega.

Margherita, infatti, fu educata alla musica fin da giovanissima e suonava il pianoforte, il liuto e il mandolino. La sua sincera passione musicale rappresenta un caso unico tra i Savoia e l'accompagnò per tutta la vita, accanto al più ampio interesse per ogni forma d'arte.

Per il primo concerto sinfonico dato agli invitati il 28 marzo 1881 nel grande salone del Quirinale, Margherita stabilì personalmente il programma, scegliendo l'ouverture del Coriolano e la nuova Sinfonia in re di Giovanni Sgambati, composta per l'occasione e dedicata alla sovrana. L'accademico ceciliano divenne poi il suo musicista ufficiale, e nel 1893 il celebre "quintetto" di Sgambati divenne, con regio decreto, il "Quintetto della Corte di Sua Maestà la Regina".
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Margherita di Savoia
(1851 - 1926)
Moglie di Umberto, figlio di Vittorio Emanuele II, Margherita fu capace di dare un'impronta più raffinata e intellettuale alla severa corte Savoia. Il "giovedì della Regina" ovvero il "Circolo della Regina" era l'unico tra i salotti aristocratici che ammettesse e caldeggiasse la presenza di un'elite non solo per rango, ma soprattutto per eccellenza nei più diversi campi, da quello politico a quello letterario e artistico.
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